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martedì 6 settembre 2016

Pazza idea... 2




Ricordi come iniziò tutto lo scorso anno?

Iniziò con quella che pareva essere un idea seducente intrigante, emozionante e perché no, un po pazza...Quella di partecipare al 35° Campionato Invernale di Roma - Trofeo Città di Fiumicino

Un idea che poi si concretizzò e ci portò a vivere una stagione molto intensa partecipando al campionato con addirittura un doppio equipaggio, grazie alla nostra idea di comporre l' equipaggio  con due tipi di membri diversi nel tipo di impegno: i Full ed i Light.
  • I Full erano coloro che si sono assunti l'impegno ad una partecipazione completa al campionato.
  • Light coloro che hanno preferito partecipare in misura ridotta di circa il cinquanta per cento.
L'impegno per i  Full  nel periodo da ottobre a marzo é stato il seguente:
  • 5 lezioni
  • 10 regate
  • 15 allenamenti
  • Con quota di partecipazione di 900 Euro.
L'impegno per i  Light nel periodo da ottobre a marzo é stato il seguente:
  • 5 lezioni
  • 5 regate
  • 7 allenamenti
  • Con quota di partecipazione di 500
L'esperienza è stata molto bella e coinvolgente al punto che già molti ci hanno chiesto di ripeterla.



Per questo adesso stiamo iniziando ad organizzarci per partecipare alla prossima edizione: il 36° Campionato Invernale di Roma - Trofeo Città di Fiumicino  

Non si sa ancora molto del campionato, solo le prime date: 
  1. 30 Ottobre
  2. 13 Novembre
  3. 27 Novembre
  4. 11 Dicembre
Di sicuro si sa che le nostre condizioni di partecipazione sono rimaste le stesse (che avete letto sopra) con uno sconto del 10% per chi effettua l'iscrizione entro il 30 settembre.


Se sei interessato, comunica al Comandante la tua adesione scrivendogli alla casella regate@centroitaliavela.it o telefonandogli al numero 3356329180
Se la risposta non sarà immediata, non preoccuparti, spesso sta per mare, ma ti risponderà appena possibile. 

Buon Vento ... and Stay Tuned!



Centro Italia Vela S.r.l.
Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
Tel. 3356329180
Email info@centroitaliavela.it


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

lunedì 5 settembre 2016

Secondo Quiz Patente Nautica


Visto che un po di ripasso non fa mai male, continuiamo,  la nostra serie di post contenenti quiz di cultura marinara e vela. Questo però è il primo di una nuova serie, quella dei quiz sulla patente nautica, contenente veri quiz estratti dalle passate sessioni di esame per il conseguimento della patente nautica. Sarà sicuramente interessante testare il tuo livello di preparazione, sia che tu la abbia già conseguita tempo addietro, sia che tu abbia intenzione di farlo a breve. Perché non provi? Vediamo come te la cavi, se ti sei "arrugginito" o hai ancora tutto fresco in mente. Magari se hai bisogno di un po di aiuto, puoi riguardarti in nostri post sui termini marinari.

Cos'è la velocità effettiva (Ve)?
E' la velocità dovuta alle azioni sulla nave di propulsori e corrente
E' la velocità dovuta alle azioni sulla nave di propulsori, vento e corrente
E' la velocità misurata dal solcometro
Cos'è l'angolo di scarroccio?
L'angolo di cui devia il percorso della nave per il vento e la corrente.
L'angolo di cui devia il percorso della nave a causa dell'azione della corrente
L'angolo del quale devia il percorso della nave a causa dell'azione del vento
Qual è la massima differenza tra l'ora solare e quella media del fuso?
15 minuti
30 minuti
45 minuti
Cosa significa orientarsi per il navigante?
Significa correggere l'apposita strumentazione di bordo in modo che indichi inequivocabilmente l'oriente
Significa correggere la bussola magnetica (o giroscopica) in modo che indichi il Nord senza errori
Significa individuare la direzione del Nord geografico, che è quella fondamentale di riferimento.
Qual è lo strumento che misura la velocità della nave rispetto l'acqua?
Il solcometro
Il contagiri dell'elica dotato della tabella delle velocità
Non esiste uno strumento a bordo che misura tale grandezza
Quali sono le proprietà di una carta che hanno utilità ai fini del carteggio nella condotta della navigazione?
Isogonia, equivalenza, isometria
Isogonia, isometria, rettificazione delle lossodromie
Isometria, rettificazione delle ortodromie, isogonia
Come si definisce la differenza di latitudine tra due punti A e B del globo terrestre?
L'arco di meridiano compreso fra i paralleli passanti per i due punti
L'arco di equatore < 180° compreso fra i meridiani passanti per i due punti
L'arco di equatore > 180° compreso fra i meridiani passanti per i due punti
Cosa rappresenta la rosa dei venti?
L'elenco nominativo dei venti principali.
L'orizzonte visibile, con il nome e la direzione di alcuni venti tipici del Mediterraneo
Nome, forza e direzione dei venti.
Cosa si intende per nave raggiungente?
L'unità che ne raggiunge un'altra su una rotta di collisione
L'unità che non ha nessuna precedenza perché proviene da sinistra
L'unità che si trova nel raggio del fanale di coronamento di quella che la precede
389. Di un'ancora che non tiene si dice che...
Ara
Agguanta
Fa testa



Buon Vento



Centro Italia Vela S.r.l.
Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
Tel. 3356329180
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Dott. Massimo Francesco Schina 
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Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

sabato 3 settembre 2016

Navigazione lungo costa, certo non facile

Spesso si pensa alla navigazione a ridosso della costa come più facile rispetto a quella d'altura
Non è così: quasi sempre richiede perizia e abilità marinaresche oltre che conoscenza di carte nautiche, segnali, avvisi ai naviganti e provvedimenti dell'autorità marittima.



Gran parte delle suggestioni della navigazione a vela derivano dal fascino del mare aperto: mettere la prua verso l’orizzonte navigando da soli in mezzo al mare o magari in oceano spinti dal vento richiama un’idea romantica di libertà, di avventura e anche di ignoto, valori che solo la navigazione d’altura sa evocare in maniera immediata e profonda. 

Eppure a fronte di quei pochi marinai che si cimentano in lunghe navigazioni, traversate oceaniche e i più fortunati nei giri del mondo a vela, in realtà la stragrande maggioranza dei velisti pratica soprattutto la navigazione lungo costa. Le ragioni sono soprattutto di opportunità e praticità, considerando le sacche ridotte di tempo libero da dedicare alla propria passione e che spesso si ormeggia la barca lontano dal proprio luogo di residenza.



La navigazione costiera però è anche una scelta consapevole e apprezzata proprio per la possibilità di ammirare dalla barca il paesaggio, le baie, i ridossi, i lunghi tratti di litorale a volte raggiungibili solo via mare e che comunque visti da bordo di un cabinato acquistano un fascino particolare.

E' importante sottolineare che quella lungo costa non è una navigazione “minore”, più facile, più alla portata di tutti rispetto a quella d’altura. Anzi, come sanno bene i marinai esperti, è proprio in prossimità delle coste che la navigazione si fa difficile e impegnativa, dove escono le qualità e le competenze di un equipaggio, dove si mette alla prova l’esperienza dello skipper.



La navigazione lungo costa può tra l’altro essere considerata il vero battesimo dell’aspirante velista che magari ha appena finito un corso base oppure preso la patente nautica. Per veleggiare a ridosso di baie, porti, canali, isolotti e riserve naturali, occorre infatti mettere in pratica tutte le nozioni apprese sui manuali e nelle esercitazioni a bordo: si effettua la navigazione stimata, si prendono rilevamenti, si impara a “leggere” la costa e i suoi punti cospicui, a gestire il meteo e soprattutto a evitare rischi e pericoli, che per un cabinato sono proprio lì, in agguato vicino alla terraferma.



Una delle minacce più insidiose per un’imbarcazione che naviga lungo costa è rappresentata dalle secche, i relitti, i bassi fondali e gli scogli invisibili dalla superficie dell’acqua. A bordo è indispensabile avere sempre una carta nautica dettagliata del tratto di mare coinvolto e anche saperne interpretare al meglio i simboli. In genere le carte segnalano scogli a fior d’acqua o coperti da meno di 2 metri d’acqua, rocce isolate, sommerse o semi sommerse, bassofondi, secche e relitti affondati in parte emergenti o coperti da meno di 18 metri di acqua e così via. Quando la profondità è nota di solito viene indicata da un circolo a pallini con al centro un numero che ne indica i metri.

Utile può essere anche imbarcare un ecoscandaglio che misura la profondità e il profilo dei fondali e che può essere utilizzato in assenza di altri strumenti di posizionamento per seguire le linee batimetriche riportate sulla carta.

Prima di salpare sarebbe bene informarsi su eventuali divieti riguardanti un determinato tratto di mare interessato dalla navigazione programmata. Presso la Capitaneria di Porto si può prendere visione di tutte le ordinanze marittime locali e degli avvisi ai naviganti che riportano zone interdette alla navigazione a causa di regate, esercitazioni militari o lavori di posa di cavi sottomarini. I principali avvisi sono trasmessi anche su Radio Uno tutti i giorni alle ore 05,45 e alla radio Vhf delle stazioni costiere dopo il bollettino Meteomar.

Quando si naviga lungo costa occorre anche rispettare i limiti di navigazione. Le unità da diporto non possono avvicinarsi troppo alla costa per tutelare la salvaguardia dei bagnanti e in ogni litorale l’autorità marittima disciplina questi limiti con provvedimenti specifici detti “ordinanze balneari”. In genere la navigazione a motore ma a volte anche a vela è proibita nelle acque comprese entro la fascia dei 200-300 metri dalla battigia tra le ore 8,30 e le 19,30. All’interno di questa fascia la navigazione è consentita solo alle unità a remi oppure all’interno di appositi corridoi delimitati da boe all’interno dei quali la velocità non può superare i 3 nodi.

In prossimità di spiagge è facile inoltre incrociare la rotta di altre imbarcazioni, natanti, gommoni, windsurf, kitesurf e acquascooter. Occorre dunque aumentare la vigilanza, avere la visuale più ampia possibile e procedere a velocità di sicurezza in modo da manovrare prontamente in caso di necessità. Un pericolo a parte sono i sub. Le imbarcazioni devono navigare ad almeno 100 metri di distanza dalla bandiera di segnalazione di un subacqueo (rossa con striscia diagonale bianca).

Vicino alla costa occorre inoltre fare attenzione alle correnti e alle onde che portano verso terra: l’avvicinamento non voluto a causa di questi elementi può essere estremamente rapido soprattutto navigando a vela e quindi richiede vigilanza attenta ed equipaggio pronto a manovrare.

Ciò che incute infine maggiore apprensione al velista apprendista ma spesso anche allo skipper più esperto è la navigazione notturna sotto costa. Oltre al problema di essere visti dalle altre barche in mare occorre riconoscere chi e cosa incontriamo durante la navigazione. Fondamentale quindi è conoscere le luci di via e i fanali speciali mostrati dalle varie unità. Da ricordare che le luci di navigazione devono essere accese dal tramonto al alba se la visibilità è buona, altrimenti devono essere sempre tenute accese. Infine è importante sapere individuare i fari riconoscendo sia il periodo, ossia la durata dell’intera fase di luci ed eclissi, che le fasi, cioè la durata di ogni singola luce e di ogni eclisse, elementi riportati sulle carte nautiche.

Come si vede quando si naviga lungo costa si mette alla prova la propria perizia e competenza di skipper, a volte anche in maniera più impegnativa rispetto alla navigazione d’altura. Certo è che solo quando si padroneggia l’arte di navigare in prossimità della terraferma si supera la linea d’ombra dell’apprendistato velico e si può essere chiamati marinai.

Buon Vento



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martedì 30 agosto 2016

Primo Quiz Patente Nautica


Visto che un po di ripasso non fa mai male, continuiamo,  la nostra serie di post contenenti quiz di cultura marinara e vela. Questo però è il primo di una nuova serie, quella dei quiz sulla patente nautica, contenente veri quiz estratti dalle passate sessioni di esame per il conseguimento della patente nautica. Sarà sicuramente interessante testare il tuo livello di preparazione, sia che tu la abbia già conseguita tempo addietro, sia che tu abbia intenzione di farlo a breve. Perché non provi? Vediamo come te la cavi, se ti sei "arrugginito" o hai ancora tutto fresco in mente. Magari se hai bisogno di un po di aiuto, puoi riguardarti in nostri post sui termini marinari.

Le unità a remi (come pattini, pedalò, ecc...) possono navigare...
Entro 6 miglia dalla costa
Entro un miglio dalla costa
Con limiti dalla costa variabili in base alle condizioni meteorologiche
Si può esercitare attività di pesca sportiva con un'unità da diporto?
No
Sì, solo con un'unità iscritta
Si
Quando è obbligatorio avere a bordo un apparato VHF?
Quando si naviga entro 6 miglia dalla costa
Quando si naviga oltre 6 miglia dalla costa
Quando si naviga entro 3 miglia dalla costa
L'introduzione di aria in un locale aggredito da incendio determina...
Il raffreddamento del locale
Nessuna reazione
Alimentazione dell'incendio
La chiamata di sicurezza è preceduta dalla parola:
SECURITE' ripetuta tre volte
PAN ripetuta tre volte
MAYDAY ripetuta tre volte
Secondo il codice internazionale dei segnali, la bandiera W (Whiskey) significa...
"Ho bisogno di aiuto"
"Richiedo assistenza medica"
"Le mie macchine vanno indietro"
Qual è la definizione di portata luminosa?
La massima distanza alla quale è visibile una luce
La portata luminosa in un'atmosfera omogenea con "visibilità meteorologica" di 10 miglia
La distanza d'avvistamento della sorgente luminosa in funzione della curvatura terrestre.
Cosa sono i documenti nautici?
Le carte nautiche.
L'insieme delle carte e delle pubblicazioni nautiche necessarie per la condotta della navigazione
I documenti che lo Skipper deve portare con sé come patente e certificato di navigabilità.
Quanto è ampio il settore oscurato del fanale di coronamento?
135°
60°
225°
Una nave a propulsione meccanica in navigazione come segnala un'accostata a dritta?
Con un suono breve emesso con un fischio
Con due suoni brevi emessi con il fischio
Con un suono breve ed uno prolungato emessi con un fischio



Buon Vento



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sabato 27 agosto 2016

Fare un buon ormeggio


Le operazioni per un buon ormeggio devono iniziare ancor prima dell’ingresso in porto. Vediamo quindi le operazioni da fare prima di entrare in porto, come gestire l’equipaggio durante la manovra e le regole da osservare per prepararsi alla fase di ormeggio.


  1.  Informazioni Quando si fa rotta su un porto non conosciuto bisogna verificare che ci siano posti disponibili e poi cercare quante più informazioni utili possibile. Dove trovarle? Sul Portolano.
  2. Parabordi Ancor prima di entrare in porto dobbiamo assicurare, con un nodo parlato, i parabordi alla battagliola.
  3. Questione di vento Una volta entrati in porto controlliamo la direzione e l’intensità del vento per capire come ci dovremo posizionare per iniziare le manovre. Guardiamo quindi le bandiere delle barche ormeggiate o i segnavento posizionati in testa d’albero.
  4. Vento sulle murate Teniamo presente che le murate tanto più sono alte tanto più velocemente il vento fa scarrocciare la barca.
  5. Cime in ordine Iniziamo a preparare le cime di ormeggio per il lancio in banchina, facendole passare esternamente ai pulpiti, dentro ai passacavi fino ad annodarle sulla bitta pronte a essere lanciate.
  6. Ai propri posti È importante assegnare a ogni membro dell’equipaggio un ruolo ben preciso da rispettare per poter ormeggiare nel modo più corretto e in sicurezza.
  7. Parabordo a portata di mano Teniamo sempre a portata di mano un parabordo perché durante l’avvicinamento alla banchina potrebbe essere utile… per evitare di urtare la murata della nostra barca a quella del nostro vicino di banchina.
  8. Occhio al giro L’effetto evolutivo dell’elica è la tendenza che una barca ha a spostare la poppa. Se l’elica è destrorsa (la rotazione avviene in senso orario) a marcia in avanti la poppa si sposta a destra, mentre a marcia indietro va verso sinistra. Avviene il contrario per le eliche sinistrorse. Quindi, in fase di manovra, teniamo presente l’effetto evolutivo dell’elica, che spesso complica le fasi di avvicinamento alla banchina.
  9. Alla larga dalle cime Se stiamo eseguendo una manovra sbagliata non esitiamo un solo attimo per ingranare la marcia in avanti per allontanarci dal pericolo.
  10. L’importanza dei parabordi Non utilizzare mai le mani o i piedi per fermare la barca, potremmo farci male: usiamo solo i parabordi


Buon Vento



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martedì 23 agosto 2016

Settimo quiz nautico


Visto che un po di ripasso non fa mai male, continuiamo,  la nostra serie di post contenenti quiz di cultura marinara e vela. Perché non provi? Vediamo come te la cavi, se ti sei "arrugginito" o hai ancora tutto fresco in mente. Magari se hai bisogno di un po di aiuto, puoi riguardarti in nostri post sui termini marinari.

Sagola:
Modello di un pezzo da costruire.
Cima di piccolo diametro
Strumento anticamente usato per misurare la velocità di navigazione.
Sartiame:
Rivestimento esterno della nave, a copertura delle ordinate o costole.
L'equipaggiamento necessario alla navigazione, che determina il tipo di imbarcazione e le sue capacità di navigazione. Anche l'equipaggio di una imbarcazione (ad es. nel canottaggio).
Insieme delle manovre fisse che sostengono l'alberatura, quali stralli e sartie.
Sciare:
Sport alpino che niente ha a che fare con la vela
Vogare in senso inverso. "Voga e scia": vogare da un lato della barca a remi e sciare dall'altro, in modo da girare in uno spazio ristretto.
Quando la barca con venti di poppa scivola sulle onde si dice che scia.
Dicesi stazza:
Dicesi di barca lenta ma molto stabile, si dice che stazza molto.
Il peso della barca
La misura del volume di tutti gli spazi chiusi. L'unità di misura è la tonnellata di stazza. Si distingue una stazza lorda comprensiva di tutti i volumi interni della nave ed una stazza netta data dal totale dei volumi adibiti al trasporto del carico pagante.
Trova l'intruso in caso di venti molto forti:
Gennaker
Tempestina o tormentina
Terzarolo
Trova l'intruso nel caso che tiri una cima:
Tesare
Lascare
Cazzare
Cosa è il vento apparente:
La direzione apparente del vento, dovuta all'insieme del vento reale e del vento dovuto all'avanzare della barca
La direzione da cui soffia il vento
La direzione verso cui soffia il ventro
Dicesi Zenit:
L'ora a cui si pranza durante le navigazioni di altura
Il punto della sfera celeste sopra la verticale di un osservatore. Diametralmente opposta al nadir.
Il momento in cui l'intensità del vento raggiunge il suo apice.
Trova l'intruso: Scassa
Alloggiamento dove s'incastra il piede d'albero sulla struttura resistente dell'imbarcazione.
Foro attraverso il quale l'albero passa all'interno dell'imbarcazione.
Contenitore per materiali, cibi, attrezzature.
Trova l'intruso: Traversino
Andatura in cui il ventro reale è quasi perpendicolare alla rotta reale.
Cavo d'ormeggio utilizzato per tenere la nave accostata alla banchina, e che corre perpendicolarmente a quest'ultima; è usato in concomitanza con lo spring ed i cavi alla lunga.
Manovra utilizzata per traversare un'ancora Ammiragliato, mettendola in posizione di riposo, agganciandosi al diamante della stessa; è utilizzato in concomitanza con il capone.



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sabato 20 agosto 2016

Evitare gli abbordi in mare


Uno dei maggiori pericoli in mare è quello degli abbordi. 
Succede a volte, che si verifichi un incidente in mare non solo per distrazione, ma per una scarsa conoscenza delle regole per prevenire gli abbordi in mare, contenute nel Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare
È bene, quindi, conoscere le regole di precedenza: 



Regola 12 (Navi a vela) del Regolamento Internazionale per prevenire gli abbordi in mare – 1972.



a) Quando due navi a vela si avvicinano l’una al altra, così da correre il rischio di un abbordaggio, una di esse deve manovrare per lasciare libera la rotta al altra, nel modo seguente:
i) quando ciascuna di esse prende il vento da lati diversi, la nave che ha il vento sulla sinistra deve lasciare libera la rotta al altra;
ii) quando tutte due le navi hanno il vento dallo stesso lato, la nave che e sopravento deve lasciare libera la rotta alla nave che e sottovento;
iii) se una nave con il vento sulla sinistra vede una nave sopravento e non può stabilire con sicurezza se l’altra nave ha il vento sulla sinistra o sulla dritta deve manovrare in modo da lasciare libera la rotta al altra.
b) Ai fini della presente Regola si considera sopravento il lato opposto a quello in cui è bordato il boma della randa o, nel caso di navi a vele quadre il lato opposto a quello in cui è bordata la più grande vela di strallo.



Qualcuno trova difficile ricordare tali indicazioni, e si affida volentieri alla vecchia poesia dei marinai.

Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave non si perde”.
“Se sulla rotta rosso e verde appare mano al timone: a dritta tieni il mare”.
“Se il verde mostri mentre il rosso vedi accosta sulla dritta ed il passo cedi”.
“Se sulla sinistra il verde tu rilevi dritto alla via che manovrar non devi”.
Non incrociar la rotta ad un veliero se dubbio v’è d’abbordo anche leggero”.
“Se raggiungi in tua rotta nave in mare sei tu che per passare devi manovrare”.
“Se v’è neve, foschia o nebbia folta sii cauto e lento ed i segnali ascolta”.
“Quando a proravia alcun segnal tu avverta, ferma! Poi avanza adagio stando all’erta”.
“Tu dagli eventi prenderai consiglio pronto e sicuro in subito periglio"

Buon Vento



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