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mercoledì 11 febbraio 2015

Come passare da un assetto a motore ad uno a vela


Usciti dal porto e raggiunta una ragionevole distanza di sicurezza (ricordiamo che in ambito portuale è vietata la navigazione a vela) ci si dispone con la prua al vento, si riduce la velocità del propulsore sino a raggiungere il minimo di governo, cioè quel tanto che basta per contrastare il vento ed il moto ondoso senza perdere la possibilità di governare.
  • Si tolgono i “gerli” ovvero i lacci che trattengono la randa sul boma. 
  • Se disponibile, si manda un uomo a piede d’albero che aiuterà ad alzare la vela. 
  • Si punta l’amantiglio e si molla scotta randa e wang
  • Si alza la randa e con il winch si mette in forza il lato di inferitura. 
  • Si molla l’amantiglio. 
  • Si cazza la scotta randa. 
  • Si punta il wang.
Fatto rientrare l’uomo a piede d’albero, si accosta e si assume una andatura di bolina, (se mure a dritta è meglio).
Si mette il motore a folle e apriamo il genoa cazzando la scotta di sottovento e contemporaneamente lascando la scotta che comanda l’avvolgifiocco.
Spegniamo il motore e ingraniamo la marcia indietro , cosi da bloccare l’asse e chiudere l’elica a pale mobili o comunque impedire la rotazione dell’elica a causa del flusso d’acqua.

Per  passare da un assetto a vela ad un assetto a motore invece, dobbiamo agire come segue:
Accertato che non ci siano cime in acqua, e di essere a ragionevole distanza di sicurezza dal porto, si mette l’invertitore a folle e si accende il motore.
  • Si assume una andatura di bolina
  • Si ammaina il genoa lascando la scotta di sottovento e contemporaneamente cazzando la scotta che comanda l’avvolgifiocco. 
  • Si manda un uomo a piede d’albero, si preparano i gerli e si mette in chiaro la drizza. 
  • Si punta l’amantiglio. 
  • Si ammaina la randa.

Buon Vento



Centro Italia Vela
Via Donatello, 20 00196 Roma
Tel. 3356329180


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

lunedì 9 febbraio 2015

Captain "CRASH"

Vecchia, ma ancora attuale, un classico :-) 
6 barche coinvolte in 45 minuti di panico, parabordi messi dopo circa una mezzora di "combattimento" a vele aperte in un ormeggio affollato in una giornata ventosa...



Questa addirittura è una compilation di "sbagli" più o meno classici (scuffie varie) con all' interno alcuni errori che definirei "Schettinate"  (tipo passaggio sotto ponti...)



E questa è una compilation di ... di ... non saprei come descriverle!!!



Diffida dalle scuole vela fai da te, mettiti nelle mani di gente esperta, vieni con noi del CentroItaliaVela.

Buon Vento



Centro Italia Vela
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Dott. Massimo Francesco Schina 
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venerdì 6 febbraio 2015

Elan 320

Proseguiamo con la nostra serie di post di recensione di barche, dedicati a tutti coloro che coltivano il loro Sogno di Vela di comprarsi una barca.

Oggi parliamo del Elan 320.


Il nuovo fast cruiser nato dalla penna dell’architetto Rob Humphreys, é una barca divertente, veloce, facile da condurre che può dare molte soddisfazioni in regata pur mantenendo tutte le caratteristiche di una barca da crociera.
E' una barca in grado di offrire una esperienza velica oltre la media, ma  al contempo anche facile da portare in sicurezza  in crociera veloce con la famiglia e gli amici.

Il nuovo Elan 320 è costruito utilizzando la tecnica VAIL (Vacuum assisted infusion lamination - laminazione in infusione sottovuoto assistita) non solo per lo scafo ma anche per la coperta. Questa tecnica  costruttiva sommata  all'utilizzo di resina vinilestere, comporta un risparmio  di peso del 6% e ha permesso di spostare verso il basso il baricentro, così da garantire alte performance in regata assicurando il raggiungimento del massimo divertimento prestazionale!



L'Elan 320 offre la possibilità di avere una doppia timoneria così da garantire un eccellente controllo grazie alle due pale in acqua assicurando anche il massimo dello spazio e della mobilità in pozzetto in cui troviamo il trasto incassato nel pavimento (gran comodità). 

Il piano velico, di impostazione sportiva e moderna, presenta un bompresso in alluminio retraibile su cui armare un gennaker dalla superficie generosa di 75 mq.



Il layout degli interni è a due cabine e un bagno. Buoni i volumi degli interni e della dinette dove sono disposti due lunghi divani con al centro un tavolo in legno dalle ante richiudibili. Ci piace la porta della cabina di prua decisamente larga, e la presenza di un gran numero di ripostigli.



E' omologato come natante.



Dati Tecnici:
Modello Elan 320
Cantiere Elan
Progetto Humphreys Yacht Design
Lung.f.t. 9,55  m
Larghezza 3,22  m
Pescaggio 2,15/1,90/1,50  m
Dislocamento 3.690  kg
Zavorra 900/1.050/1.060  kg
Sup. velica 53,60 mq
Motore 18 hp
Cabine 2
Bagni 1

Se ti interessa e vuoi approfondire, ecco la Scheda tecnica e il Manuale del proprietario


Buon Vento ... e ... Buoni Sogni! ;-) 


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Via Donatello, 20 00196 Roma
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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
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Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

mercoledì 4 febbraio 2015

Ruoli dell' equipaggio in regata

Quali sono i ruoli dell' equipaggio in una barca da regata? 
Beh dipende da molte cose, prima su tutto il tipo di imbarcazione e di regata, in quanto possono esistere equipaggi composti da molti membri così come equipaggi composti da un singolo velista (basta pensare alle regate in solitaria)
Per rispondere nella maniera più esaustiva possibile alla domanda, dobbiamo per forza prendere come riferimento un certo tipo di equipaggio il più completo possibile , ecco quindi l'elenco più completo dei ruoli a bordo di una barca in regatai ruoli a bordo di una barca di Coppa America in classe IACC V45  (per intenderci, i monoscafi che correvano fino al 2012 prima dell'inizio del predominio dei catamarani) in cui è necessario avere a bordo 16 elementi attivi. Alcuni dei ruoli distribuiti a bordo sono molto noti, altri invece passano inosservati durante la regata, ma ricoprono ugualmente un ruolo fondamentale. 

immagine indicativa del posizionamento preferenziale

1. Diciassettesimo uomo
E' l'armatore o un suo ospite: come diciassettesimo uomo non può in alcun modo partecipare (nemmeno a voce) alle manovre. E' un'opportunità affascinante, ma sulla poppa delle barche di Coppa America è sicuramente scomodo passare tante ore in navigazione.

2. Navigatore
Dal computer ha i dati costanti sulla posizione rispetto alle boe e sulla velocità e li comunica a tattico e timoniere. Ha una specie di pistola-laser per calcolare l'esatta distanza della barca avversaria.

3. Timoniere
E' il ruolo più "chiaro" al grande pubblico: è lui a condurre la barca. Ma al di là dell'apparenza, divide con il tattico la responsabilità della conduzione della regata. La fase della partenza e del circling è tutta sua: decide le manovre e deve farlo in frazioni di secondi nel duello ravvicinato. L'obiettivo è partire sul lato del percorso scelto dal tattico. Dopo il via segue le indicazioni di tattico (sulla strategia) e navigatore (dati di velocità e vento) e il suo compito è tenere gli occhi sulle vele cercando la massima velocità chiedendo le regolazioni necessarieChiama tutte le manovre da effettuare a bordo.

4. Tattico
Deve "leggere" il campo di regata, intuire le variazioni del vento e prevedere le mosse dell'avversario cercando di immaginare la tattica e le manovre conseguenti per batterlo. E' lui che decide tutta la regata, escluse le manovre in partenza, compito esclusivo del timoniere: la sintonia tra i due deve essere perfetta perché dopo il via il timoniere deve pensare soltanto alla velocità della barca e le manovre vengono decise dal tattico.

5. Randista
Ruolo chiave, è l'uomo che regola la vela principale. Come per il tattico, deve avere un'ottima sintonia con il timoniere. Deve ottimizzare la forma della vela secondo l'andatura. Il carico sulla randa è enorme e per questo il randista ha a disposizione il grinder di randa per riuscire a cazzare la scotta.

6. Pompiere o jolly
Ruolo non definito e proprio per questo spesso molto impegnativo. Non tutti gli equipaggi lo prevedono ( preferendo magari un uomo in più in un ruolo più preciso). Il jolly deve saper intervenire in tutte le monovre, dai verricelli alla regolazione delle vele. Di solito viene affidato a un velista esperto.

7 e 8. Tailer di destra e di sinistra
Sono i regolatori delle vele di prua. A turno, secondo il bordo, hanno in mano la scotta del genoa (ovviamente con molti giri sul winch e con l'ausilio dei grinder) per le regolazioni continue chieste dal timoniere. Devono essere pronti alla virata in qualsiasi momento. In poppa regolano il "braccio" dello spinnaker.

9. Grinder randa
E' uno dei ruoli più massacranti. Il recupero di metri di scotta è faticoso specie se ci sono molte manovre consecutive, come in partenza o durante un duello di virate. La randa viene continuamente regolata secondo le indicazioni del randista che deve eseguire a sua volta gli ordini del timoniere.

10. Grinder 2
Secondo manovratore ai coffee-grinder, non sempre in manovra come il grinder 1 ma assolutamente indispensabile in ogni momento se il vento è fresco. Stesso tipo di impegno fisico e molto spesso proviene da altri sport.

11. Grinder 1
E' il ruolo più duro, non si stacca mai dai coffee-grinder, ( i "macinacaffè" perchè somigliano ai vecchi macinini) a centro barca. Il suo strumento di lavoro è una campana con manovelle laterali. Si manovra in piedi. Il grinder, agendo sulle manovelle, fa cazzare più velocemente le scotte che passano sui winch, cioè i verricelli a forma di tamburo posti sui due lati della barca (in caso di manovre a vele issate); è indispensabile il lavoro del grinder anche per issare velocemente le vele a prua. In questo ruolo (come negli altri posti di grinder a bordo) ci sono spesso atleti che vengono da altri sport di potenza (rugby, pesi, canottaggio ecc.).

12. Stratega
Lavora in tandem con il tattico, il quale nel match racing deve in primo luogo osservare continuamente gli avversari. Lo stratega deve osservare invece tutto il campo di regata e si muove su tutta la barca e a volte, con venti leggeri, sale sull'albero per scrutare il mare e vedere le macchie scure che segnalano la presenza di vento.

13. Drizzista
Responsabile delle drizze, ovvero delle cime che servono a issare le vele. Il momento più delicato è quando deveno essere ammainate velocemente e altrettanto velocemente issate le vele di prua. Deve anche saper essere un collegamento tra "pozzetto" e "prua", dove i comandi di tattico e timoniere non arrivano chiari per via del rumore.

14. Aiuto drizzista
Si affianca al drizzista nelle manovre, in particolare durante il passaggio in boa; durante il bordo invece, in caso di virate e strambate, aiuta gli uomini ai verricelli.

15. Albero
All'interno dell'albero e fino in cima corrono tutte le drizze che servono a issare le vele. Nel momento dell'issata è indispensabile che un uomo le tiri con forti bracciate. Inoltre, nel momento delle ammainate, quando per esempio viene filata la drizza dello spi o del genoa, deve aiutare nel recupero delle vele a bordo, in particolare dello spinnaker.

16. Aiuto prodiere
Supporto indispensabile al prodiere in tutte le manovre a prua e in particolare nei cambi di vele. Ogni vela che viene tolta deve essere immediatamente ripiegata dall'aiuto prodiere nella cala vele di prua.

17. Prodiere
E' il ruolo più acrobatico e delicato. Deve essere agile ma anche forte e sapere già esattamente cosa fare anche quando a prua la voce del timoniere non arriva. Tocca a lui preparare e "gestire" i tempi dei cambi di vele. Se qualcosa sullo strallo, sull'albero o su una drizza non va, tocca lui arrampicarsi sull'albero. Inoltre, aggrappato allo strallo, in partenza è l'occhio del timoniere a prua nel circling, chiama gli ingaggi con l'avversario segue i tempi per il passaggio della linea del via.

Buon Vento



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lunedì 2 febbraio 2015

Vota il Velista dell' anno


È dal 1991 che Il Giornale della Vela organizza un prestigioso riconoscimento che viene riservato a un velista italiano, il premio di "Velista dell'Anno"

Nel corso degli anni è stato vinto da atleti del calibro di Paul Cayard, Alessandra Sensini, Giovanni Soldini, Francesco De Angelis, Vasco Vascotto e Vincenzo Onorato. Tra i vincitori spiccano anche nomi importanti di navigatori oceanici come Matteo Miceli, Alessandro Di Benedetto e Marco Nannini
Nel 2013 ad aggiudicarsi il premio (che nel frattempo è diventato "Velista dell’Anno TAG Heuer") è stato Max Sirena,mentre nel 2014 è stata la volta di Andrea Mura



Come tutti gli anni, si può contribuire a decidere chi vincerà quest’anno attraverso una votazione on-line.


IL REGOLAMENTO 
Per votare basta connettersi qui e cliccare sul box dedicato al “Velista dell’Anno”, entro il 20 febbraio, giorno in cui chiuderanno le “urne”: dei 100 nominati, ne passeranno alla fase successiva 50 (i più votati: potrete esprimere solo una preferenza, per cui pensateci bene!). Da 50 poi diverranno 25, e così via, fino a individuare la rosa di papabili che potrete conoscere di persona (dal 7 al 10 maggio 2015) al TAG Heuer VELAFestival di Santa Margherita Ligure e tra i quali una giuria di qualità, composta dai migliori giornalisti e professionisti della vela, decreterà (tenendo in considerazione anche il numero di voti che avete espresso) il vincitore del Velista dell’Anno TAG Heuer 2015.




L’ALBO D’ORO DEI VELISTI DELL’ANNO

1991 Giorgio Zuccoli
1992 Paul Cayard
1993 Roberto Ferrarese
1994 Giovanni Soldini
1995 Francesco De Angelis
1996 Alessandra Sensini
1997 Tommaso Chieffi
1998 Paolo Cian
1999 Vasco Vascotto
2000 Alessandra Sensini
2001 Lorenzo Bressani
2002 Flavio Favini
2003 Gabrio Zandonà
2004 Alessandra Sensini
2005 Vasco Vascotto
2006 Vincenzo Onorato
2007 Matteo Miceli
2008 Alessandra Sensini
2009 Pietro Sibello
2010 Alessandro Di Benedetto
2011 Marco Nannini
2013 Max Sirena
2014 Andrea Mura

Buon Vento



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Dott. Massimo Francesco Schina 
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venerdì 30 gennaio 2015

Dufour 410 Grand Large

Proseguiamo con la nostra serie di post di recensione di barche, dedicati a tutti coloro che coltivano il loro Sogno Vela di comprarsi una barca.

Oggi parliamo del Dufour 410 Grand Large.



Presentato durante il Salone di Parigi del 2012, il Dufour 410 Grand Large è stato disegnato dallo Studio Felci Yacht Design con caratteristiche molto innovative. 
La sua eleganza,la grande cura nei particolari,l' ottimizzazione di ogni spazio, il suo stile fresco sicuramente ha condizionato e condizionerà le progettazioni delle future imbarcazioni da crociera.



Si tratta di un dodici metri dalle elevate qualità nautiche per prestazioni interessanti, raramente associabili a yacht dedicati alla crociera pura; tutto questo nonostante un’insolita architettura navale che vede confrontarsi grandi volumi di carena e un piano velico spostato verso prua con la randa allungata, ma dalla base ridotta.



Il risultato è un’imbarcazione delle linee eleganti, quasi slanciate, estremamente ben pensata fin nei dettagli per un’ergonomia generale eccellente, con ampi spazi di stivaggio e un’abitabilità senza pari. A questo si aggiunge una buona qualità generale della costruzione e delle finiture ed un interessante rapporto fra qualità e prezzo.



Interni
Gli spazi sottocoperta paiono ancora più ampi di quanto lo siano realmente grazie ai grandi e numerosi punti luce ricavati sulla tuga e sulle murate. A questo si unisce un sapiente utilizzo delle aree di disimpegno, come dimostra la superficie ricavata ai piedi della discesa, che condivide senza interruzioni l’area calpestabile della cucina, degli accessi alle cabine e al bagno



Anche il design degli arredi concorre a configurare una distribuzione degli ambienti che sembra dare maggior spazio alle zone conviviali, senza però ridurre quello dedicato alla cucina, come dimostra l’ampliamento dei piani di orizzontali della dinette nei quali sono ricavati i frigoriferi a pozzetto, in fianco alla cucina, ma sul piano ribassato dei mobili del quadrato.



Dati Tecnici:
Modello Dufour 410 GL
Cantiere Dufour
Progetto Studio Felci Yacht Design
Lung.f.t. 12,35  m
Larghezza 4,20  m
Pescaggio 2,10  m
Dislocamento 9.430  kg
Zavorra 2.600  kg
Sup. velica 71,00  mq
Motore 40 hp
Cabine 2/3
Bagni 1/2

Se ti interessa e vuoi approfondire, abbiamo scaricato per te la Brochure del Dufour 410 GL ed un interessante articolo della rivista SoloVela che  confronta il Dufour 410 Grand Large con il precedente 405 GL 

Buon Vento ... e ... Buoni Sogni! ;-) 



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mercoledì 28 gennaio 2015

Fallito il Big Blu, a Roma arriva il Boat Show



Il Big Blu, organizzato dall'Ente Fiera di Roma, ha messo insieme per 8 anni la nautica, la subacquea, l'ecologia e il Gommon show.

Potenzialmente poteva essere il più grande salone italiano della nautica, ma pur muovendosi in uno dei più importanti mercati italiani, quello del centro sud, collocato al centro di una rete di porti turistici che sommati possono vantare oltre 10.000 posti barca, per diverse ragioni non è mai riuscito ad esprimere il massimo delle sue potenzialità.

Soprattutto per quanto riguarda la vela, sempre poco e sempre meno rappresentata, fino alle ultime 2 edizioni in cui quasi non era più presente.

Al suo posto quest'anno arriva il Bot Show Roma, una fiera dedicata alla nautica minore, barche sino a 15 metri (che poi erano le stesse di cui si occupava il Big Blu). 
Anche il Boat Show si proclama vetrina delle barche a motore e a vela nella capitale.



Non rimane che attendere il 26 febbraio, data di apertura, per capire se il Boat Show saprà (soprattutto per noi velisti) andare oltre il misero spettacolo offerto dal Big Blu o se si tratta solo di un restyling del vecchio Big Blu.

Speriamo bene, per ora, sia il sito  che la pagina facebook sono ancora quelli vecchi del Big Blue, rinominati.


Buon Vento



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