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lunedì 16 febbraio 2015

SeaYou

SeaYou, è un programma televisivo ideato da Giancarlo Pedote, trasmesso a fine 2013 in quarantuno paesi e tradotto in cinque lingue: italiano, francese, inglese, tedesco e russo.



Si tratta di un documentario sulla vela in solitario raccontato attraverso le risposte di Giancarlo alle domande degli spettatori, realizzato in 26 pillole monotematiche di 4 minuti

In ciascuna puntata Giancarlo ha risposto ad una domanda ricevuta da uno spettatore.

Gli argomenti hanno riguardato la tecnica,  ad esempio spiegazioni di manovre o consigli pratici, oppure la tecnologia, ed anche soluzioni e materiali utilizzati su Prysmian 747, l’imbarcazione di Giancarlo Pedote, uno dei più complessi e avanzati prototipi appartenenti alla classe Mini 6.50.



Ma non solo: gli spettatori hanno potuto chiedere a Giancarlo di parlargli della sua preparazione atletica, sia fisica sia didattica, oltre che le più svariate curiosità.

Azione, avventura, natura, sport. Il programma ha abbracciato diversi generi e li ha tenuti insieme grazie ad un filo conduttore: l’esperienza di Giancarlo messa a disposizione del pubblico televisivo e la sua preparazione e partecipazione alla Mini Transat 6.50.



SeaYou è un programma televisivo originale, realizzato grazie a Prysmian e in collaborazione con Helly Hansen ed è stato trasmesso nel mondo su Nautical Channel.

Se te lo sei perso puoi ancora vedertelo sul canale Youtube dedicato alla trasmissione dove sono state pubblicate le prime 15 puntate.


Buon Vento



Centro Italia Vela
Via Donatello, 20 00196 Roma
Tel. 3356329180


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

venerdì 13 febbraio 2015

Trasferimento "Capolino fa la luna"

Il Comandante insieme ad Alessandra e Roberto, stanno trasferendo da Cattaro (Kotor) il catamarano Sunreef 62 "Capolino fa la luna"  con cui faremo splendide crociere.
Questo post racconterà il trasferimento, attraverso le loro comunicazioni, per cui sarà continuamente aggiornato. 



13/2 ore 9:50
Siamo atterrati ieri a Belgrado e da li ci siamo trasferiti a Cattaro dove è rimessato il catamarano.

Da li partiremo, attraversando le meravigliose "Bocche di Cattaro" per immetterci in mare aperto.



13/2 ore 16:50
Pronti a mollare gli ormeggi ... la randa sarebbe d'accordo ... peccato che ... un cavo elettrico del motore di dx non era d'accordo...



13/2 ore 17:30
Non siamo ancora partiti... Difficile il rifornimento di gasolio e un piccolo pbm con lo starter di uno dei due motori ci inchiodano in banchina ancora oggi. In più c'è una difficoltà nell'effettuare il pagamento dell'ormeggio tramite banca poiché si appoggiano a banche intermediarie. Quando riusciremo a partire vorremmo fare il canale d'Otranto giù per 180 gradi per 150 mg, poi per 225 per 180 mg e presentarci di giorno nello stretto di Messina per rifornirci se necessario a Tropea lasciando Stromboli a sinistra. Riprenderemo la navigazione fino a Ventotene, Ponza e infine Fiumara grande ad Ostia dove se va tutto come vorremmo arriveremo per il mio compleanno il 18/2!

14/2 ore 11:38
Siamo partiti alle 11.30, vento 6/7 kts da libeccio mare piatto bel tempo. Temperatura fresca ma piacevole, temiamo possa scendere di brutto questa notte. Rotta 180, ve 6,5 kts per pranzo domani dovremmo essere a S m di leuca. Non abbiamo gps, se non quello di rispetto! Procediamo con navigazione stimata e veloce controllo col sistema ridondante in attesa che "prenda" il Gps della raymarine di bordo.



15/2 ore 11:45
Finalmente in Italia e collegati con internet! Il tempo sta cambiando: un metro e mezzo d'onda da S che girerà a SE, comincia a piovere. Il morale è buono l'equipaggio ha retto molto bene i turni di notte con 3 ore di guardia (la prima metà in stand by come aiuto a chi è effettivo) e un'ora e mezza di riposo. Siamo ora quasi a S m di Leuca, mancano 30 mg all'accostata per Capo Rizzuto. Previsto il passaggio nello stretto di Messina verso mezzanotte di domani. Cominciamo a vedere un po' di traffico "pesante" dopo una nottata praticamente da soli. Il radar è al momento il nostro più valido strumento di navigazione!


15/2 ore 14:36
23/25 kts in faccia, mare e un po' di stanchezza di uno dei componenti dell'equipaggio dovuta anche al beccheggio pronunciato che andrà ad aumentare durante la notte ci hanno fatto desistere dall'affrontare un'altra notte di guardie, oltretutto con mare formato in attesa. Siamo entrati ad Otranto dove passeremo la notte all'àncora, proprio sotto le mura della città vecchia. Prudenza, dunque, senza forzare l'equipaggio e tutta l'attrezzatura della barca. Peccato solo per la tabella di marcia ma si sa, per mare meglio ridossarsi una notte in più che tirare la corda andandosela a cercare!

15/2 ore 23:07
Siamo in stand by a Otranto, domani ci raggiunge una quarta persona per darci una mano ma stasera il bollettino è minaccioso... 



16/2 ore 11:40
L'equipaggio scende a terra sotto la pioggia per implementare la cambusa dato lo stop forzato per maltempo, il comandante rimane a bordo... come sempre.


Il catamarano visto dal borgo vecchio di Otranto
17/2 ore 17:50
piccolo aggiornamento sul trasferimento del "nostro" catamarano: c'è stato un avvicendamento dell'equipaggio. Il fermo ad Otranto per maltempo sullo stretto di Messina con onde previste da SE fino a cinque metri hanno fatto scendere Alessandra per problemi organizzativi di lavoro, ci metteremo il doppio del tempo previsto. Ci ha raggiunto Andres, romano venezuelano... carico a molla per questa avventura e lo ringraziamo fin d'ora per la sua disponibilità, chi volesse unirsi a noi è il benvenuto non ha che da manifestare le proprie intenzioni, non è richiesta alcuna esperienza specifica basta solo la voglia di navigare.
Qui ad Otranto ormai siamo di casa, abbiamo monopolizzato l'avamporto piazzandoci proprio in centro... Fabrizio, il ragazzo conosciuto tramite la gentilezza di un Ufficiale della Guardia Costiera per qualsiasi nostra esigenza si fa in quattro venendoci a prendere con una veloce barchetta, una lancia in vetroresina. Farmacia, spesa e passaggio per la corriera per Alessandra con tutte le dritte per comprare le orecchiette, i taralli al finocchio, la burrata... davvero ospitali tutti!
Ma noi? Proseguiamo per Roma? La nostra intenzione è di navigare dall'Adriatico (Otranto) al Tirreno (Tropea) in un'unica tappa di circa 250 mg partendo nella finestra tra due perturbazioni tra giovedì 19 e sabato 21. Destreggiandoci tra vento e onde che si placano e riprendono energico vigore. Con gli occhi sui bollettini confermeremo o meno questo programma domani...
Il 18 febbraio, dunque, altra giornata di stop... 
Vorrà dire che passerò il compleanno in panciolle al Sole nell'estremo oriente italiano!
Un saluto a tutti coloro che ci seguono, anche e soprattutto ai silenti che non abbiamo modo di salutare di persona...
Buon vento!
Alba e Albania sullo sfondo

19/2 ore 06:50
Il trasferimento è ripreso, il morale è buono, superato il capo di Otranto e Marittima, si naviga in direzione di Leuca per dirigerci nello Ionio con rotta verso Capo Rizzuto.


19/2 ore 06:50
Santa Maria Di Leuca, si entra nello Ionio ...


20/2 ore 08:26
Buongiorno a tutti dall'Etna... prossima meta Scilla e Cariddi... :-)



20/2 ore 16:26


Stiamo avvicinando Tropea x imbarcare Salvatore il 4' componente l'equipaggio x poi immediatamente proseguire no stop x ostia..


20/2 ore 18:16
Con le Eolie all'orizzonte



20/2 ore 19:16
Anche Salvo preso a bordo a Tropea, buona serata a tutti.


21/2 ore 12:45
Al traverso di Agropoli  (Lat.40°19'N  Lon.014°34'E ) Capri e i suoi faraglioni e vista VesuvioStasera ridosso per far passare la buriana e gambe sotto al tavolo in pizzeria! Qui sarà buona, no? ... e il viaggio continua.

21/2 ore 13:05
Al traverso di Sorrento, visto il bollettino meteo, ci ridossiamo a Marina di Stabia causa maltempo. 




21/2 ore 20:05
Famiglia e amici chiamano preoccupati per le condizioni meteo, ed il nostro equipaggio li rassicura, stiamo bene!!! Ma molto bene... :-) 



22/2 ore 14:10
Si riparte x Ostia ... ancora 20 ore... buona domenica a tutti e grazie della vostra compagnia ed allegria ...



23/2 ore 09:52
Attraccati ad Ostia e quindi giunti a casa. Fine di questa bellissima avventura.... pronti x le prossime.

Questo post sarà continuamente aggiornato sul trasferimento, attraverso le loro comunicazioni, per cui ... Stay Tuned



Buon Vento



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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
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Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

mercoledì 11 febbraio 2015

Come passare da un assetto a motore ad uno a vela


Usciti dal porto e raggiunta una ragionevole distanza di sicurezza (ricordiamo che in ambito portuale è vietata la navigazione a vela) ci si dispone con la prua al vento, si riduce la velocità del propulsore sino a raggiungere il minimo di governo, cioè quel tanto che basta per contrastare il vento ed il moto ondoso senza perdere la possibilità di governare.
  • Si tolgono i “gerli” ovvero i lacci che trattengono la randa sul boma. 
  • Se disponibile, si manda un uomo a piede d’albero che aiuterà ad alzare la vela. 
  • Si punta l’amantiglio e si molla scotta randa e wang
  • Si alza la randa e con il winch si mette in forza il lato di inferitura. 
  • Si molla l’amantiglio. 
  • Si cazza la scotta randa. 
  • Si punta il wang.
Fatto rientrare l’uomo a piede d’albero, si accosta e si assume una andatura di bolina, (se mure a dritta è meglio).
Si mette il motore a folle e apriamo il genoa cazzando la scotta di sottovento e contemporaneamente lascando la scotta che comanda l’avvolgifiocco.
Spegniamo il motore e ingraniamo la marcia indietro , cosi da bloccare l’asse e chiudere l’elica a pale mobili o comunque impedire la rotazione dell’elica a causa del flusso d’acqua.

Per  passare da un assetto a vela ad un assetto a motore invece, dobbiamo agire come segue:
Accertato che non ci siano cime in acqua, e di essere a ragionevole distanza di sicurezza dal porto, si mette l’invertitore a folle e si accende il motore.
  • Si assume una andatura di bolina
  • Si ammaina il genoa lascando la scotta di sottovento e contemporaneamente cazzando la scotta che comanda l’avvolgifiocco. 
  • Si manda un uomo a piede d’albero, si preparano i gerli e si mette in chiaro la drizza. 
  • Si punta l’amantiglio. 
  • Si ammaina la randa.

Buon Vento



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lunedì 9 febbraio 2015

Captain "CRASH"

Vecchia, ma ancora attuale, un classico :-) 
6 barche coinvolte in 45 minuti di panico, parabordi messi dopo circa una mezzora di "combattimento" a vele aperte in un ormeggio affollato in una giornata ventosa...



Questa addirittura è una compilation di "sbagli" più o meno classici (scuffie varie) con all' interno alcuni errori che definirei "Schettinate"  (tipo passaggio sotto ponti...)



E questa è una compilation di ... di ... non saprei come descriverle!!!



Diffida dalle scuole vela fai da te, mettiti nelle mani di gente esperta, vieni con noi del CentroItaliaVela.

Buon Vento



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venerdì 6 febbraio 2015

Elan 320

Proseguiamo con la nostra serie di post di recensione di barche, dedicati a tutti coloro che coltivano il loro Sogno di Vela di comprarsi una barca.

Oggi parliamo del Elan 320.


Il nuovo fast cruiser nato dalla penna dell’architetto Rob Humphreys, é una barca divertente, veloce, facile da condurre che può dare molte soddisfazioni in regata pur mantenendo tutte le caratteristiche di una barca da crociera.
E' una barca in grado di offrire una esperienza velica oltre la media, ma  al contempo anche facile da portare in sicurezza  in crociera veloce con la famiglia e gli amici.

Il nuovo Elan 320 è costruito utilizzando la tecnica VAIL (Vacuum assisted infusion lamination - laminazione in infusione sottovuoto assistita) non solo per lo scafo ma anche per la coperta. Questa tecnica  costruttiva sommata  all'utilizzo di resina vinilestere, comporta un risparmio  di peso del 6% e ha permesso di spostare verso il basso il baricentro, così da garantire alte performance in regata assicurando il raggiungimento del massimo divertimento prestazionale!



L'Elan 320 offre la possibilità di avere una doppia timoneria così da garantire un eccellente controllo grazie alle due pale in acqua assicurando anche il massimo dello spazio e della mobilità in pozzetto in cui troviamo il trasto incassato nel pavimento (gran comodità). 

Il piano velico, di impostazione sportiva e moderna, presenta un bompresso in alluminio retraibile su cui armare un gennaker dalla superficie generosa di 75 mq.



Il layout degli interni è a due cabine e un bagno. Buoni i volumi degli interni e della dinette dove sono disposti due lunghi divani con al centro un tavolo in legno dalle ante richiudibili. Ci piace la porta della cabina di prua decisamente larga, e la presenza di un gran numero di ripostigli.



E' omologato come natante.



Dati Tecnici:
Modello Elan 320
Cantiere Elan
Progetto Humphreys Yacht Design
Lung.f.t. 9,55  m
Larghezza 3,22  m
Pescaggio 2,15/1,90/1,50  m
Dislocamento 3.690  kg
Zavorra 900/1.050/1.060  kg
Sup. velica 53,60 mq
Motore 18 hp
Cabine 2
Bagni 1

Se ti interessa e vuoi approfondire, ecco la Scheda tecnica e il Manuale del proprietario


Buon Vento ... e ... Buoni Sogni! ;-) 


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mercoledì 4 febbraio 2015

Ruoli dell' equipaggio in regata

Quali sono i ruoli dell' equipaggio in una barca da regata? 
Beh dipende da molte cose, prima su tutto il tipo di imbarcazione e di regata, in quanto possono esistere equipaggi composti da molti membri così come equipaggi composti da un singolo velista (basta pensare alle regate in solitaria)
Per rispondere nella maniera più esaustiva possibile alla domanda, dobbiamo per forza prendere come riferimento un certo tipo di equipaggio il più completo possibile , ecco quindi l'elenco più completo dei ruoli a bordo di una barca in regatai ruoli a bordo di una barca di Coppa America in classe IACC V45  (per intenderci, i monoscafi che correvano fino al 2012 prima dell'inizio del predominio dei catamarani) in cui è necessario avere a bordo 16 elementi attivi. Alcuni dei ruoli distribuiti a bordo sono molto noti, altri invece passano inosservati durante la regata, ma ricoprono ugualmente un ruolo fondamentale. 

immagine indicativa del posizionamento preferenziale

1. Diciassettesimo uomo
E' l'armatore o un suo ospite: come diciassettesimo uomo non può in alcun modo partecipare (nemmeno a voce) alle manovre. E' un'opportunità affascinante, ma sulla poppa delle barche di Coppa America è sicuramente scomodo passare tante ore in navigazione.

2. Navigatore
Dal computer ha i dati costanti sulla posizione rispetto alle boe e sulla velocità e li comunica a tattico e timoniere. Ha una specie di pistola-laser per calcolare l'esatta distanza della barca avversaria.

3. Timoniere
E' il ruolo più "chiaro" al grande pubblico: è lui a condurre la barca. Ma al di là dell'apparenza, divide con il tattico la responsabilità della conduzione della regata. La fase della partenza e del circling è tutta sua: decide le manovre e deve farlo in frazioni di secondi nel duello ravvicinato. L'obiettivo è partire sul lato del percorso scelto dal tattico. Dopo il via segue le indicazioni di tattico (sulla strategia) e navigatore (dati di velocità e vento) e il suo compito è tenere gli occhi sulle vele cercando la massima velocità chiedendo le regolazioni necessarieChiama tutte le manovre da effettuare a bordo.

4. Tattico
Deve "leggere" il campo di regata, intuire le variazioni del vento e prevedere le mosse dell'avversario cercando di immaginare la tattica e le manovre conseguenti per batterlo. E' lui che decide tutta la regata, escluse le manovre in partenza, compito esclusivo del timoniere: la sintonia tra i due deve essere perfetta perché dopo il via il timoniere deve pensare soltanto alla velocità della barca e le manovre vengono decise dal tattico.

5. Randista
Ruolo chiave, è l'uomo che regola la vela principale. Come per il tattico, deve avere un'ottima sintonia con il timoniere. Deve ottimizzare la forma della vela secondo l'andatura. Il carico sulla randa è enorme e per questo il randista ha a disposizione il grinder di randa per riuscire a cazzare la scotta.

6. Pompiere o jolly
Ruolo non definito e proprio per questo spesso molto impegnativo. Non tutti gli equipaggi lo prevedono ( preferendo magari un uomo in più in un ruolo più preciso). Il jolly deve saper intervenire in tutte le monovre, dai verricelli alla regolazione delle vele. Di solito viene affidato a un velista esperto.

7 e 8. Tailer di destra e di sinistra
Sono i regolatori delle vele di prua. A turno, secondo il bordo, hanno in mano la scotta del genoa (ovviamente con molti giri sul winch e con l'ausilio dei grinder) per le regolazioni continue chieste dal timoniere. Devono essere pronti alla virata in qualsiasi momento. In poppa regolano il "braccio" dello spinnaker.

9. Grinder randa
E' uno dei ruoli più massacranti. Il recupero di metri di scotta è faticoso specie se ci sono molte manovre consecutive, come in partenza o durante un duello di virate. La randa viene continuamente regolata secondo le indicazioni del randista che deve eseguire a sua volta gli ordini del timoniere.

10. Grinder 2
Secondo manovratore ai coffee-grinder, non sempre in manovra come il grinder 1 ma assolutamente indispensabile in ogni momento se il vento è fresco. Stesso tipo di impegno fisico e molto spesso proviene da altri sport.

11. Grinder 1
E' il ruolo più duro, non si stacca mai dai coffee-grinder, ( i "macinacaffè" perchè somigliano ai vecchi macinini) a centro barca. Il suo strumento di lavoro è una campana con manovelle laterali. Si manovra in piedi. Il grinder, agendo sulle manovelle, fa cazzare più velocemente le scotte che passano sui winch, cioè i verricelli a forma di tamburo posti sui due lati della barca (in caso di manovre a vele issate); è indispensabile il lavoro del grinder anche per issare velocemente le vele a prua. In questo ruolo (come negli altri posti di grinder a bordo) ci sono spesso atleti che vengono da altri sport di potenza (rugby, pesi, canottaggio ecc.).

12. Stratega
Lavora in tandem con il tattico, il quale nel match racing deve in primo luogo osservare continuamente gli avversari. Lo stratega deve osservare invece tutto il campo di regata e si muove su tutta la barca e a volte, con venti leggeri, sale sull'albero per scrutare il mare e vedere le macchie scure che segnalano la presenza di vento.

13. Drizzista
Responsabile delle drizze, ovvero delle cime che servono a issare le vele. Il momento più delicato è quando deveno essere ammainate velocemente e altrettanto velocemente issate le vele di prua. Deve anche saper essere un collegamento tra "pozzetto" e "prua", dove i comandi di tattico e timoniere non arrivano chiari per via del rumore.

14. Aiuto drizzista
Si affianca al drizzista nelle manovre, in particolare durante il passaggio in boa; durante il bordo invece, in caso di virate e strambate, aiuta gli uomini ai verricelli.

15. Albero
All'interno dell'albero e fino in cima corrono tutte le drizze che servono a issare le vele. Nel momento dell'issata è indispensabile che un uomo le tiri con forti bracciate. Inoltre, nel momento delle ammainate, quando per esempio viene filata la drizza dello spi o del genoa, deve aiutare nel recupero delle vele a bordo, in particolare dello spinnaker.

16. Aiuto prodiere
Supporto indispensabile al prodiere in tutte le manovre a prua e in particolare nei cambi di vele. Ogni vela che viene tolta deve essere immediatamente ripiegata dall'aiuto prodiere nella cala vele di prua.

17. Prodiere
E' il ruolo più acrobatico e delicato. Deve essere agile ma anche forte e sapere già esattamente cosa fare anche quando a prua la voce del timoniere non arriva. Tocca a lui preparare e "gestire" i tempi dei cambi di vele. Se qualcosa sullo strallo, sull'albero o su una drizza non va, tocca lui arrampicarsi sull'albero. Inoltre, aggrappato allo strallo, in partenza è l'occhio del timoniere a prua nel circling, chiama gli ingaggi con l'avversario segue i tempi per il passaggio della linea del via.

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lunedì 2 febbraio 2015

Vota il Velista dell' anno


È dal 1991 che Il Giornale della Vela organizza un prestigioso riconoscimento che viene riservato a un velista italiano, il premio di "Velista dell'Anno"

Nel corso degli anni è stato vinto da atleti del calibro di Paul Cayard, Alessandra Sensini, Giovanni Soldini, Francesco De Angelis, Vasco Vascotto e Vincenzo Onorato. Tra i vincitori spiccano anche nomi importanti di navigatori oceanici come Matteo Miceli, Alessandro Di Benedetto e Marco Nannini
Nel 2013 ad aggiudicarsi il premio (che nel frattempo è diventato "Velista dell’Anno TAG Heuer") è stato Max Sirena,mentre nel 2014 è stata la volta di Andrea Mura



Come tutti gli anni, si può contribuire a decidere chi vincerà quest’anno attraverso una votazione on-line.


IL REGOLAMENTO 
Per votare basta connettersi qui e cliccare sul box dedicato al “Velista dell’Anno”, entro il 20 febbraio, giorno in cui chiuderanno le “urne”: dei 100 nominati, ne passeranno alla fase successiva 50 (i più votati: potrete esprimere solo una preferenza, per cui pensateci bene!). Da 50 poi diverranno 25, e così via, fino a individuare la rosa di papabili che potrete conoscere di persona (dal 7 al 10 maggio 2015) al TAG Heuer VELAFestival di Santa Margherita Ligure e tra i quali una giuria di qualità, composta dai migliori giornalisti e professionisti della vela, decreterà (tenendo in considerazione anche il numero di voti che avete espresso) il vincitore del Velista dell’Anno TAG Heuer 2015.




L’ALBO D’ORO DEI VELISTI DELL’ANNO

1991 Giorgio Zuccoli
1992 Paul Cayard
1993 Roberto Ferrarese
1994 Giovanni Soldini
1995 Francesco De Angelis
1996 Alessandra Sensini
1997 Tommaso Chieffi
1998 Paolo Cian
1999 Vasco Vascotto
2000 Alessandra Sensini
2001 Lorenzo Bressani
2002 Flavio Favini
2003 Gabrio Zandonà
2004 Alessandra Sensini
2005 Vasco Vascotto
2006 Vincenzo Onorato
2007 Matteo Miceli
2008 Alessandra Sensini
2009 Pietro Sibello
2010 Alessandro Di Benedetto
2011 Marco Nannini
2013 Max Sirena
2014 Andrea Mura

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